Visualizzazione post con etichetta Claudio Gallini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Claudio Gallini. Mostra tutti i post

venerdì 29 marzo 2024

Pubblicato il volume: "Centenaro, tutta un'altra storia" di Claudio Gallini

Con l’uscita, a marzo 2024, del volume: “Centenaro, tutta un’altra storia”, edito dalle prestigiose Edizioni Tip.Le.Co. di Piacenza, l’autore piacentino Claudio Gallini è alla sua undicesima pubblicazione dedicata alle sue radici montane; fondamenta della sua famiglia che affondano saldamente in alta val Nure, in modo particolare nei territori di Groppallo e a Centenaro di Ferriere da dove proveniva la nonna paterna dell’autore, a cui è dedicata l’intera opera qui presentata.


La copertina del libro: "Centenaro, tutta un'altra storia" scritto dall'autore piacentino Claudio Gallini


Con questo davvero ponderoso volume lo scrittore ripercorre dalla Preistoria, sino ai giorni nostri, l’intera storia del comprensorio centenarese, restituendo così al lettore una summa di tutte le fonti oggi edite e inedite; il volume - ne è certo Gallini - appassionerà non solo il lettore che ha legami diretti o indiretti con la circoscrizione di Centenaro stessa, ma altresì entusiasmerà tutti coloro che sono interessati alla storia locale.

Il volume - in formato A4 di ben 448 pagine (ISBN: 978-88-32174-52-6) - è già disponibile presso le edicole di Ferriere e di Bettola.

Il percorso storico affrontato da Claudio Gallini è affidato in particolar modo a una approfondita e meticolosa analisi degli Estimi Rurali voluti dal casato Farnesiano tra Cinquecento e Seicento e alla scrupolosa decifratura delle antiche Visite Pastorali dal sec. XVI sino a sfiorare i giorni nostri; due ambiti dove lo scrittore piacentino si è voluto particolarmente soffermare per rendere al lettore una dettagliata visione della vita montana di allora sotto numerosi ambiti.

L’autore ha inoltre riservato un piccolo paragrafo finale al caratteristico dialetto di questo territorio con un’appendice che comprende altresì un piccolo dizionario di questa unicità linguistica.


Il libro: "Centenaro tutta un'altra storia"



Sono trascorsi venticinque anni dalla pubblicazione del compianto Andrea Bocciarelli: “Centenaro e l’alta Valnure”; nella sua prefazione egli sarebbe stato felice che qualcuno, dopo la lettura della sua ricerca, si occupasse di un approfondimento storico di questa amena terra centenarese.

L’invito è stato raccolto da Gallini già nel 2021 ed è così nato questo attento studio che dà seguito al volume sopracitato e lo integra con nozioni, curiosità e tantissimi particolari da scoprire; un inno d’amore verso una terra che gli appartiene grazie a saldi legami famigliari come già indicato.

Il lettore, infatti, si troverà a sfogliare una ricerca che trasmette, per citare solo qualche paragrafo, i più precisi dettagli storico geografici del territorio di Centenaro con una attenta analisi delle antiche mappe ottocentesche del Cessato Catasto; in seguito si troverà il già citato e vasto capitolo che si sviluppa in più riprese e traccia la storia di Centenaro dagli albori sino al Novecento; poi possiamo indicare l’analisi metodica di documenti d’archivio per scoprire Centenaro nei secoli XVI e XVII; in seguito si riprenderà la storia dell’antica Pieve di San Pietro attraverso sempre lo studio di inediti documenti d’archivio; il lettore che ha legami con questo territorio potrà inoltre  ritrovare i propri avi grazie alla precisa trascrizione di tre interi censimenti parrocchiali tra Settecento e Ottocento, e tantissimo altro materiale che attrarrà chi sfoglierà: “Centenaro, tutta un’altra storia”.

A impreziosire notevolmente il volume è la copertina a firma dell’artista (centenarese d’adozione) Maurizio Gobbato con la rappresentazione dell’antica Pieve di Centenaro in stile Stefano Bruzzi, pittore groppallino che ha da sempre affascinato Gobbato e lo ha portato a diverse esposizioni con plausi e meritati riconoscimenti.


L'autore piacentino Claudio Gallini con origini in alta val Nure



Tracciamo ora una breve biografia dell’autore.

Lo scrittore Claudio Gallini nasce a Piacenza nel 1976, è perito industriale e studioso delle sue radici profondamente affondate nei distretti di Groppallo e Centenaro, in alta val Nure, nella provincia di Piacenza. 

Questa è la terra d’origine dei suoi genitori e dove egli trascorre, sin dalla nascita, momenti spensierati e contestualmente è il luogo dove riconosce esservi il reale basamento della sua identità.

Al borgo di Coletta di Groppallo, villaggio natale della madre, dedica proprio il suo primo lavoro letterario con la ricostruzione della storia e delle tradizioni trasmesse dalle famiglie del luogo (Antico Borgo Coletta, Ediprima, Piacenza, 2009).

Lo scopo dei suoi studi è volto a dare uno stimolo attraverso la rivalutazione culturale del territorio montano, scavando nel profondo della sua storia, in particolare dando luce a siti sconosciuti com’è stato, ad esempio, per il castello oggi scomparso di Boli nel circondario di Groppallo, (Il castello di Boli, Tip.Le.Co., Piacenza, 2010).

La scrittura di una ricerca sui diciotto oratori disposti sul territorio groppallino ha permesso invece all’autore di comprovare una ragguardevole crescita, attestata soprattutto dagli apprezzamenti ricevuti dopo la pubblicazione dell’opera, (Gli oratori di Groppallo, LIR, Piacenza, 2013).

Il suo impegno alla valorizzazione di questi luoghi, non si ferma solo sulla carta e sui libri ma è una costante collaborazione con le associazioni locali e con la parrocchia di Groppallo, di cui si ricorda la stesura della biografia video digitale che Gallini ha voluto dedicare al suo amico e parroco di Groppallo, don Gianrico Fornasari, scomparso prematuramente nel gennaio del 2014, (Ciao Gianrico, LIR, Piacenza, 2014).

Nel 2015 in prima edizione e nel 2016 in seconda pubblicazione sempre per l’editore LIR, l’autore pubblica la sua prima grande opera dedicata al dialetto groppallino, attraverso la raccolta in un dizionario di oltre ottomila lemmi dialettali del vernacolo parlato in alta val Nure, riscuotendo un notevole successo e ottenendo numerosi riconoscimenti e apprezzamenti sia dal mondo linguistico (il dizionario è presente sugli scaffali della prestigiosa Biblioteca dell’Accademia della Crusca di Firenze), sia dal modo culturale locale, (Maràssa e Curiàtta, il primo dizionario del dialetto groppallino, LIR, Piacenza, 2015).

L’importante studio linguistico prima citato fu in seguito coadiuvato da un lungometraggio intitolato “Õn tòc ad légn sùta u bràs”, avvalorando, attraverso delle interviste mirate, la piena uniformità delle caratteristiche morfologiche del “patuà” parlato nel groppallino, (Õn tòc ad légn sùta u bràs, Piacenza, LIR, Piacenza, 2017).

Nel 2018, in concomitanza con i 150 anni di vita del Comune di Farini, Gallini fu invece incaricato dalla sua comunità di scrivere la storia di questo territorio che ha dato i natali ai suoi genitori, (Farini Storia, territorio e personalità, LIR, Piacenza, 2018).

Nell’aprile del 2021 Claudio Gallini pubblica l’inno solenne alla sua Groppallo dimostrandone il forte legame secolare che questo territorio ha con la Fede: “Groppallo e la sua chiesa, una storia unica”, che vanta inoltre il pregio della significativa prefazione di S. E. mons. Gianni Ambrosio, vescovo emerito della Diocesi di Piacenza.

mercoledì 27 marzo 2024

Centenaro, dalla Preistoria a oggi l'ultima fatica di Claudio Gallini

 

Da Libertà del 27 marzo 2024 articolo di Nadia Plucani

 

Centenaro, tutta un'altra storia, l'ultima fatica di Claudio Gallini autore piacentino ma con le radici in alta val Nure in particolare nelle circoscrizioni di Groppallo e Centenaro

Centenaro dalla preistoria a oggi l’ultima fatica di Claudio Gallini

Racconta la frazione di Ferriere l'11esimo libro che lo scrittore dedica alle sue radici montane. «Malato agli occhi, forse smetto» 

L'autore piacentino Claudio Gallini ha dato alle stampe l’undicesima pubblicazione dedicata alle sue radici montane. “Centenaro, tutta un'altra storia” è l'ultimo volume di Gallini, edito dalle Edizioni Tip.Le.Co. di Piacenza: 448 pagine in cui lo scrittore ripercorre, dalla preistoria ai nostri giorni, la storia del comprensorio di Centenaro, restituendo al lettore una summa di tutte le fonti edite e inedite. 

Lo si può trovare nelle edicole di Ferriere e di Bettola. 

Gallini, classe 1976, è perito industriale e studioso delle sue radici, profondamente affondate in Alta Valnure, in particolare nei territori di Groppallo di Farini e a Centenaro di Ferriere. 

Nel volume propone una dettagliata visione della vita montana grazie ad un'approfondita analisi degli estimi rurali voluti dal casato farnesiano tra Cinquecento e Seicento e alla meticolosa decifratura delle antiche visite pastorali dal secolo XVI sino a sfiorare i giorni nostri. 

Ha inoltre riservato un paragrafo finale al caratteristico dialetto del territorio centenarese con un piccolo dizionario. 

Il lettore che ha legami con questo territorio potrà inoltre ritrovare i propri avi grazie alla precisa trascrizione di tre interi censimenti parrocchiali tra Settecento e Ottocento. 

Il volume rappresenta l'ultima fatica di Gallini, nel senso più concreto del termine. «Possiamo chiamarla proprio cosi - dice l'autore - perché da una parte sarà verosimilmente I'ultima, perlomeno così massiccia, e altresì per il fatto che il suo compimento è stato per me un grande sforzo sotto tanti aspetti». 

Dal gennaio 2022 Gallini è infatti afflitto da maculopatia, una patologia della vista che gli ha danneggiato irrimediabilmente l’occhio destro. L'incedere della malattia sta colpendo anche il sinistro. «E’ una patologia che ti cambia la vita - commenta - e toglie la possibilità di leggere se non a caratteri cubitali e la possibilità di riconoscere e vedere le persone come un tempo».

L'afflizione è lo stato d’animo che Gallini sta vivendo, ma la passione per la sua terra e più forte. Per questo con tenacia ha portato a termine il lavoro, con l'aiuto della moglie Stefania che lo ha supportato nelle fasi finali di correzione. E' stata una sfida con se stesso. Ora lancia un messaggio. «Non cerco alcuna compassione o pietà - afferma Gallini -; mi piacerebbe al contrario sensibilizzare i lettori di Libertà alla prevenzione sulla vista dicendo di fare e Seicento almeno una visita l'anno per diagnosticare in tempo patologie complesse come la mia. Se presa in tempo la maculopatia si può rallentare; non si può fermare, ma si può frenare il suo avanzare». Ad una fatica se ne affianca un’ulteriore, quella dei costi di stampa lievitati e, riferisce Gallini, «scarso supporto anche da parte di chi è sempre stato sensibile a sostenere la valorizzazione dei nostri territori». 

Il volume è impreziosito dalla copertina a firma dell’artista centenarese d’adozione Maurizio Gobbato con la rappresentazione dell’antica Pieve di Centenaro in stile Stefano Bruzzi, pittore groppallino che ha da sempre affascinato Gobbato. 




domenica 19 dicembre 2021

Biografia dell'autore Claudio Gallini

Lo scrittore Claudio Gallini nasce a Piacenza nel 1976, è perito industriale e studioso delle sue radici profondamente affondate in alta val Nure, nella provincia di Piacenza e in particolar modo nei distretti di Groppallo (Comune di Farini) e a Centenaro (Comune di Ferriere).

Foto dell'autore piacentino Claudio Gallini


Questa è la terra d’origine dei suoi genitori e dove egli trascorre, sin dalla nascita, momenti spensierati e contestualmente è il luogo dove riconosce esservi il reale basamento della sua identità.

Al borgo di Coletta di Groppallo, villaggio natale della madre, dedica proprio il suo primo lavoro letterario con la ricostruzione della storia e delle tradizioni trasmesse dalle famiglie del luogo (Antico Borgo Coletta, Ediprima, Piacenza, 2009).

Antico Borgo Coletta

Lo scopo dei suoi studi, è volto a dare uno stimolo attraverso la rivalutazione culturale del territorio montano, scavando nel profondo della sua storia, in particolare dando luce a siti sconosciuti com’è stato, ad esempio, per il castello oggi scomparso di Boli nel circondario di Groppallo, (Il castello di Boli, Tip.Le.Co., Piacenza, 2010).

Il castello di Boli

La scrittura di una ricerca sui diciotto oratori disposti sul territorio groppallino ha permesso invece all’autore di comprovare una ragguardevole crescita, attestata soprattutto dagli apprezzamenti ricevuti dopo la pubblicazione dell’opera, (Gli oratori di Groppallo, LIR, Piacenza, 2013).

Gli oratori di Groppallo

Il suo impegno alla valorizzazione di questi luoghi, non si ferma solo sulla carta e sui libri ma è una costante collaborazione con le associazioni locali e con la parrocchia di Groppallo, di cui si ricorda la stesura della biografia video digitale che Gallini ha voluto dedicare al suo amico e parroco di Groppallo, don Gianrico Fornasari, scomparso prematuramente nel gennaio del 2014, (Ciao Gianrico, LIR, Piacenza, 2014).

Ciao Gianrico


Nel 2015 in prima edizione e nel 2016 in seconda pubblicazione sempre per l’editore LIR, l’autore pubblica la sua prima grande opera dedicata al dialetto groppallino, attraverso la raccolta in un dizionario di oltre ottomila lemmi dialettali del vernacolo parlato in alta val Nure, riscuotendo un notevole successo e ottenendo numerosi riconoscimenti e apprezzamenti sia dal mondo linguistico (il dizionario è presente sugli scaffali della prestigiosa Biblioteca dell’Accademia della Crusca di Firenze), sia dal modo culturale locale, (Maràssa e Curiàtta, il primo dizionario del dialetto groppallino, LIR, Piacenza, 2015).

Maràssa e Curiàtta, il primo dizionario del dialetto groppallino

L’importante studio linguistico prima citato fu in seguito coadiuvato da un lungometraggio intitolato “Õn tòc ad légn sùta u bràs”, avvalorando, attraverso delle interviste mirate, la piena uniformità delle caratteristiche morfologiche del “patuà” parlato nel groppallino, (Õn tòc ad légn sùta u bràs, Piacenza, LIR, Piacenza, 2017).

Õn tòc ad légn sùta u bràs

Nel 2018, in concomitanza con i 150 anni di vita del Comune di Farini, Gallini fu invece incaricato dalla sua comunità di scrivere la storia di questo territorio che ha dato i natali a tutti i suoi cari, (Farini Storia, territorio e personalità, LIR, Piacenza, 2018).

Farini Storia, territorio e personalità

Nell’aprile del 2021 Claudio Gallini pubblica l’inno solenne alla sua Groppallo dimostrandone il forte legame secolare che questo territorio ha con la Fede: “Groppallo e la sua chiesa, una storia unica”, che vanta inoltre il pregio della significativa prefazione di S. E. mons. Gianni Ambrosio, vescovo emerito della Diocesi di Piacenza.

Groppallo e la sua chiesa, una storia unica

Nel marzo del 2024, per le prestigiose edizioni Tip.Le.Co., con la realizzazione del volume: “Centenaro, tutta un’altra storia”, lo scrittore piacentino Claudio Gallini percorre dalla Preistoria sino ai giorni nostri la storia del comprensorio centenarese (alta val Nure, provincia di Piacenza), restituendo così al lettore una summa di tutte le fonti edite e inedite. Questo percorso è affidato in particolar modo all’analisi degli Estimi Rurali del Cinque e Seicento - voluti dal casato Farnesiano - e alla scrupolosa decifratura delle antiche Visite Pastorali dal Cinquecento sino al Novecento; due ambiti dove Gallini si è voluto particolarmente soffermare per rendere al lettore una dettagliata visione della vita montana di allora sotto numerosi ambiti. L’autore ha inoltre riservato un piccolo paragrafo al caratteristico dialetto di questo territorio con un’appendice che comprende un piccolo dizionario di questa unicità linguistica.

Copertina del volume Centenaro, tutta un'altra storia scritto da Claudio Gallini autore piacentino




Biography of the author Claudio Gallini

The author Claudio Gallini was born in Piacenza in 1976, he's an industrial expert and researcher of his roots deeply rooted in the districts of Groppallo and Centenaro, in the upper Nure valley, in the province of Piacenza.



This is the land of origin of his parents and where he has spent, since birth, carefree moments and at the same time it is the place where he recognizes that there is the real basis of his identity.

He dedicated his first literary work to the village of Coletta of Groppallo, his mother's birthplace, with the reconstruction of the history and traditions transmitted by local families (Antico Borgo Coletta, Ediprima, Piacenza, 2009).


The aim of his studies is aimed at giving a stimulus through the cultural revaluation of the mountain territory, digging deep into its history, in particular giving light to unknown sites as was the case, for example, with the now disappeared castle of Boli in district of Groppallo, (Il castello di Boli, Tip.Le.Co., Piacenza, 2010).


The writing of a research on the eighteen oratories located in the Groppallo area allowed the author to demonstrate a notable growth, attested above all by the appreciation received after the publication of the work (Gli oratori di Groppallo, LIR, Piacenza, 2013).


His commitment to the valorisation of these places does not stop only on paper and books but is a constant collaboration with local associations and with the parish of Groppallo, which is remembered for the drafting of the digital video biography that Gallini wanted to dedicate to his friend and parish priest of Groppallo, Don Gianrico Fornasari, who passed away prematurely in January 2014, (Ciao Gianrico, LIR, Piacenza, 2014).



In 2015 in the first edition and in 2016 in the second publication again for the publisher LIR, the author published his first major work dedicated to the Groppallino's dialect, through the collection in a dictionary of over eight thousand dialectal headwords of the vernacular spoken in the upper Nure valley, enjoying considerable success and obtaining numerous recognitions and appreciations both from the linguistic world (the dictionary is present on the shelves of the prestigious Library of the Accademia della Crusca in Florence), and from the local cultural world, (Maràssa and Curiàtta, the first dialect dictionary groppallino, LIR, Piacenza, 2015).


The important linguistic study mentioned above was later supported by a feature film entitled “Õn tòc ad légn sùta u bràs”, confirming, through targeted interviews, the full uniformity of the morphological characteristics of the “patuà” spoken in the groppallino, (Õn tòc ad légn sùta u bràs, Piacenza, LIR, Piacenza, 2017).


In 2018, coinciding with the 150th anniversary of the Municipality of Farini, Gallini was instead commissioned by his community to write the history of this territory which was the birthplace of all his loved ones, (Farini Storia, territorio e personalità, LIR, Piacenza, 2018).


In April 2021 Claudio Gallini published the solemn hymn to his Groppallo, demonstrating the strong centuries-old bond that this territory has with the Faith: “Groppallo e la sua chiesa, una storia unica”, which also boasts the merit of the significant preface by H.E. mgr. Gianni Ambrosio, bishop emeritus of the Diocese of Piacenza.



venerdì 3 gennaio 2020

L'origine delle nostre parole... bagài

a cura di Claudio Gallini

Bagajòt, bagajòtta, bagajén e bagajéna sono alcune delle tante sfaccettature che possiede un lemma del dialetto dell’alta val Nure la cui base di partenza è bagài per il genere maschile e bagàja per quello femminile; il significato è scontato per quelli del luogo e per alcune zone del nord Italia poiché qui da noi bagài significa nientepopodimeno che: fanciullo, ragazzo.


Foto di Claudio Gallini ©


Ma dove arriva questa parola? Leggendo il Dizionario del dialetto dell’alta val Nure (comprensorio di Groppallo) Maràssa e Curiàtta, scopriamo che la sua origine deriverebbe dalla voce latina antica “baga” che assumerebbe il significato di marmocchio, bambino o dal tedesco antico “bürgei” cioè piccolo cittadino (DAL POZZO M., Dizionario etimologico piemontese…, p. 38).

Secondo Monsignor Tammi, invece, la voce deriverebbe dal francese “bagage” da un precedente più antico “bague”, col significato di “bagaglio”, dall’origine però non chiara. (TAMMI G., Vocabolario piacentino – italiano, p. 38).

Nel confinante dialetto parmigiano, poi, assume più significati quali: bagaglio, le bagaglie dei militari (bagaglioni), oppure indicherebbe una qualsiasi cosa (ossia un sinonimo del più noto “coso”) e naturalmente assume anche qui, come nel bolognese, il significato di fanciullo, ragazzo. (MALASPINA C., Dizionario parmigiano – italiano…, p. 156).

Facciamo ora un esempio nel nostro dialetto:

Es. U mé bagài u và a scöra ar Põnt, “Mio figlio va a scuola a Ponte dell’Olio”.





Diritti d’autore e Termini di Utilizzo, Tutti i diritti sono riservati. 
Autore: Claudio Gallini © 

L’impiego del presente articolo è permesso unicamente per le intenzioni e nei limiti annunciati dall’art. 70 della Legge n.663/1941 con la limitazione che si rispetti la norma in merito la citazione. Nel caso di impiego, in qualsiasi ambiente, è necessario menzionare il titolo e l’autore dell’articolo e il link dell’articolo. 
Ogni impiego al di fuori dei limiti di cui all’art. 70 della L.663/1941 è proibito.




venerdì 19 maggio 2017

E' uscito il primo lungometraggio in dialetto groppallno

Õn tòc ad lègn sùta u bràs

(Un pezzo di legno sotto al braccio)





La storia della montagna piacentina raccontata attraverso il dialetto dell’alta val Nure (Comprensorio di Groppallo, comune di Farini, Piacenza). 

Con il prezioso contributo della Banca di Piacenza, sempre sensibile nei confronti di queste tematiche, e della società piacentina Spazio Tempo, leader nella distribuzione di servizi internet, l’editore LIR (Libreria Internazionale Romagnosi di Piacenza) ha portato a pubblicazione un considerevole lavoro cinematografico firmato da Claudio Gallini, lo studioso piacentino con le radici in alta val Nure, più precisamente nel comprensorio groppallino.

Con lo scopo di implementare un progetto di salvaguardia del dialetto parlato nella nostra alta val Nure, il regista e autore già del primo dizionario del dialetto dell’alta val Nure intitolato, “Maràssa e Curiàtta” in prima edizione nel 2015 e in seconda pubblicazione nel 2016, ha voluto condividere in un docufilm della durata di novanta minuti, alcuni tratti delle video interviste eseguite sul campo proprio per la stesura del dizionario.

Un dizionario che ha ottenuto in poco tempo brillanti riscontri anche al di fuori di Piacenza, aggiudicandosi con orgoglio dell’autore, addirittura un posto sugli scaffali della Biblioteca dell’Accademia della Crusca di Firenze che ha richiesto all’editore una copia del tomo.

Ora, con dedizione e serietà, Gallini ha voluto raccogliere e montare, in un lungometraggio la vita dei tempi passati in montagna seguendo un preciso filo logico, fissando per sempre, attraverso l’uso del dialetto, storie di vita d’altri tempi, sfiorando tante tematiche quali: la giovinezza, il rapporto con la Chiesa, il lavoro nei campi, la scuola, etc.



Questo progetto, intitolato, “Õn tòc ad lègn sùta u bràs”, ovvero “Un pezzo di legno sotto al braccio” in ricordo del pezzo di legno che i bambini d’un tempo dovevano portare a scuola in inverno per scaldare le fredde aule pluriclasse delle nostre montagne, ha quindi la pretesa di sostenere una forte poliedricità sia culturale, sia folkloristica oltre che etnografica.

Come già indicato, il video è interamente parlato in dialetto dell’alta val Nure, con sottotitoli e didascalie che aiutano la comprensione dei dialoghi, soprattutto a chi non ha mai ascoltato questo patuà così differente dal dialetto di Piacenza, seppur parlato soltanto a cinquanta chilometri da Piazza de’ Cavalli.

I protagonisti scelti per questo film-documentario sono chiaramente gli anziani del circondario groppallino, gli unici soggetti ancora in grado di utilizzare la purezza di questa lingua senza “sporcizie” o evoluzioni moderne sia nelle terminologie, sia nelle espressioni.

La vera missione di questo lavoro è pertanto fissare per sempre le esperienze di vita di queste figure nella montagna piacentina dagli esordi del secolo scorso fino ai primi anni della seconda metà del Novecento.

Come sosteneva la compianta prof.ssa Artocchini, una volta che questi anziani non saranno più tra noi, sarà come perdere intere biblioteche.




Descrizione della pubblicazione 

La pubblicazione consiste di un libretto di 24 pagine in formato A5 che introduce e completa il DVD della durata di 90’. 

Clicca qui per acquistare

La distribuzione sarà per cura della Libreria Internazionale Romagnosi di Piacenza, la Libreria Postumia di Piacenza, la Parrocchia di Groppallo, e altri esercizi commerciali dall’alta val Nure.






domenica 2 aprile 2017

Blasone Groppallino

Un antico blasone tutto groppallino

Glòria Pàdar chi di Limbéi, ragiunèn chi di Ciapéi, fraganéra chi di Stõmbar, ras’cèn chi da Pẽnra, rangagnèn chi da Puvrélla, fan salüt chi da Ra Costa, dàg ad l’òm chi di Pardòn.

per la traduzione cliccate qui

martedì 14 marzo 2017

Maràssa e Curiàtta sul quotidiano di Brescia Brescia Oggi

Con sommo onore condividiamo con Voi un pezzo dello scrittore italo-francese Mario Morisi, apparso oggi martedì 14 marzo, sul quotidiano "Brescia Oggi", nella sua rubrica: "LA MINA VAGANTE".

All'interno del suo interessante articolo intitolato: "I rischi della nuova lingua online: l’«anglo-globale»", che vi invitiamo a leggere religiosamente per le profonde riflessioni suscitate, viene citato anche il primo dizionario del dialetto di Groppallo, "Maràssa & Curiàtta".

Ancora grazie a Mario Morisi (ad Muröra da Grupasö).

Qui il link per visualizzare il PDF:

http://p7.storage.canalblog.com/74/73/1488961/115091788.pdf



giovedì 2 marzo 2017

Facciamo un po' di chiarezza...


Facciamo un po' di chiarezza!

Premesso che non si vuole avere la pretesa di imporre delle regole e tediare così i nostri lettori con cose all'apparenza complicate, ma è doveroso invece chiarire alcuni aspetti importanti sulla scrittura del nostro dialetto.

La prima parte di “Maràssa e Curiàtta”, è proprio dedicata a questo, permettendo al lettore di scrivere e leggere correttamente il vernacolo attraverso uno studio serio e approfondito basato su indagini e ricerche effettuate da chi prima di noi s’è occupato di dialetti, soprattutto della montagna appenninica occidentale.

Oggi vogliamo chiarire che in quasi tutta la montagna piacentina, l’articolo determinativo singolare maschile è trascrivibile con “U” e mai e poi mai con “Ü”.

Se vogliamo scrivere “Il cane”, dovremo scrivere “U càn”, ma non “Ü càn”…una cacofonia davvero inascoltabile!

La “Ü” si pronuncia all'incirca mettendo la bocca come se fosse una “o” ma pronunciando la lettera "u" come in “vüst” (participio passato di vedere, “vèid”).



martedì 28 febbraio 2017

La recensione di Maràssa e Curàtta a cura del dott. Michele Armanini

Con grande onore vogliamo condividere le bellissime parole spese dal dott. Michele Armanini, storico e ricercatore di tradizioni, usi e costumi, dopo la lettura di Maràssa e Curiàtta.


È per me un vero piacere scrivere queste righe sul lavoro di Claudio Gallini. "Maràssa e Curiàtta" rappresenta infatti qualcosa di più di un libro o di una ricerca dialettale.
Innanzi tutto è evidente in ogni pagina, in ogni riga, l'attaccamento e l'affetto verso il proprio territorio da parte di un giovane ricercatore che è riuscito ad unire l'amore per il paese dal quale proviene la sua famiglia e la serietà e scientificità con la quale ha raccolto i lemmi che vanno a formare il vocabolario.
Il territorio in cui è stata effettuata la raccolta delle voci dialettali, l'area groppallina, rientra in quel comprensorio appenninico che dalle alte valli del Taro, del Ceno e del Nure (e dalla testata della Val d'Arda) si ricongiunge alle così dette Quattro Province, ossia alle alte valli dei fiumi Trebbia, Staffora, Curone ed agli interi bacini dell'Aveto e della Borbéra. Nonostante divisa tra più regioni (Emilia, Lombardia, Piemonte e Liguria), si tratta di una zona che ha profonde radici comuni e se volessimo dare un'etichetta a queste radici, non ci sarebbero dubbi nel definirle "liguri". Non solo perché prima della conquista romana gran parte di questo territorio era abitato dai Liguri Eleati, poi Veleiati, ma anche e soprattutto perché, oggi, la lingua, le tradizioni,gli, usi, i costumi e per molti aspetti la cucina tradizionale sono chiaramente connessi a quelli della montagna ligure.
Da anni conduco inchieste di tipo dialettologico ed etnologico anche in questi territori, ai quali sono molto affezionato, inchieste volte a documentare la lingua, gli usi ed i costumi della zona, che, anche se pochi lo sanno, molto hanno in comune con quelli del mio territorio, cioè quello delle Alpi Apuane, della Garfagnana, della Lunigiana e dello Spezzino.
"Maràssa e Curiàtta" è uno dei pochi lavori ad oggi esistenti sui dialetti della Montagna Piacentina, nonostante si tratti di parlate di transizione estremamente interessanti, sia dal punto di vista geolinguistico che da quello lessicale. Il lessico, specie quello rurale, e questo è ben evidente già nel titolo del lavoro di Claudio, fa "da ponte" tra la linguistica e l'etnografia; ci proietta, cioè, in quel mondo di oggetti, azioni, concetti che formano la cultura di una comunità e spesso la sua stessa identità. Infatti è proprio da questo genere di "dati" che solitamente gli abitanti di un determinato territorio o frazione avvertono le affinità o le diversità rispetto ai propri vicini. 
E il lessico groppallino immortalato (in tutti i sensi) in "Maràssa e Curiàtta" è una miniera di dati, ad esempio per determinare l'appartenenza di quel territorio all'area culturalmente ligure della Montagna Piacentina. Pensando ancora una volta al titolo, che riporta le denominazioni locali della roncola e della falce fienaia, ci accorgiamo che, se la prima è indicata col termine maràssa anche nelle zone culturalmente emiliane del Piacentino, la seconda è detta curiàtta e simili solo nelle zone in cui l'impronta ligure è decisamente prevalente:  già in altre zone più "padane" del comune di Farini (Mareto, San Savino, Pradovera) la denominazione cambia e diventa fèr da sgà e simili. E così per molte altri vocaboli, per i quali il nostro Autore si è adoperato a riferire l'area di diffusione.
Nel mondo "ligure" il dialetto groppallino ha certamente una posizione di frontiera. L'aspetto più evidente è la caduta delle vocali atone finali diverse da a nei casi in cui esse cadono anche nei dialetti padani, mentre è noto che quelli liguri le mantengono (a parte alcuni casi come nelle desinenze -ano, -ino, -one, -ane ecc.). Ci sono zone molto vicine a Groppallo in cui le vocali finali sono conservate, ad esempio a Centenaro, Monetereggio, in pare del comune di Morfasso e naturalmente nel Bardigiano ed in Val Trebbia a partire dalla zona di Lago e in parte Marsaglia di Corte Brugnatella. Ma grazie a Claudio Gallini ed al suo lavoro sappiamo che il groppallino più arcaico, quello che verosimilmente conserva le caratteristiche del dialetto che veniva parlato fin verso la fine dell'Ottocento, aveva alcune parole che in italiano finiscono con la o e che invece nella bocca di alcuni anziani finivano con la e. Questo è molto interessante perché anche in altre zone di confine tra la Liguria e la Padania linguistiche (ad esempio in molte parti delle mie Lunigiana e Garfagnana, dove l'influsso padano e in parte toscano sembrerebbero essersi innestati su di un fondo che l'amico Pier Giorgio Cavallini definisce ligure arcaico) le vocali finali invece di scomparire del tutto si sono trasformate in una vocale indistinta (detta anche schwa), sorta di via di mezzo tra una e ed ed una o, che in alcuni dialetti si è poi trasformata in una semplice e. 
Dal punto di vista etnografico sono molto interessanti anche le fotografie presenti in "Maràssa e Curiàtta", nelle quali si possono notare alcune caratteristiche peculiari di Groppallo: ad esempio la "gabbia da foraggio", quella cesta cilindrica  a maglie rade usata per trasportare lo strame che serviva da lettiera alle bestie o il fieno, nel Groppallino è una sorta di via di mezzo tra quella con diametro della base molto maggiore dell'altezza, tipica dell'area collinare e pianeggiante del Piacentino (e del resto dell'Emilia), e quella di forma più "a tamburo", cioè con diametro della base minore dell'altezza, tipica della zona delle Quattro Province e delle alte valli Taro e Ceno.
Insomma, "Maràssa e Curiàtta" è un volume indispensabile sia per gli abitanti di Groppallo, sia per i molti suoi figli sparsi per l'Italia e per il mondo che anche grazie a lavori come quello di Claudio Gallini possono mantenere vivi i contatti con la propria terra. Ma il lavoro è prezioso anche per gli studiosi dei dialetti e della cultura della Montagna Appenninica e del nostro Paese in generale, fatto di tante, tantissime Groppallo, grazie a Dio tutte diverse tra loro, con una propria identità linguistica, agricola, paesaggistica, gastronomica, architettonica eccetera. È proprio questa estrema varietà uno degli aspetti che il mondo ci invidia e che fa sì che l'Italia sia meta così ambita dai turisti di tutto il globo.

dott. Michele Armanini


Il dott. Michele Armanini

mercoledì 25 gennaio 2017

U fùran ad Sẽntpégar

U fùran ad Sẽntpégar

Un tipico e storico forno a legna posizionato a Centopecore di Groppallo



Maràssa e Curiàtta va in ristampa 2017

Maràssa e Curiàtta va in ristampa!

Cari amici del dialetto groppallino e dell'alta val Nure, dopo le numerosissime richieste giunte sia sulla pagina, sia attraverso email per avere la copia del dizionario, la casa editrice LIR ha deciso di procedere ad una ristampa di Maràssa e Curiàtta!!!

Questa è la quarta ristampa da ottobre 2015, un vero successo per il nostro dialetto!


giovedì 29 dicembre 2016

Il dialetto di Groppallo sul numero 13 de "L'urtiga"

Il dialetto dell'Alta val Nure, e di Groppallo, è presente con un articolo sull'ultimo numero del quaderno di cultura piacentina "L'urtiga".

Non perdetelo in libreria!

Tutte le info qui http://www.libreriaromagnosi.it/


mercoledì 30 novembre 2016

Accademia della Crusca e dialetto di Groppallo


Con grande onore informiamo i nostri cari lettori che il volume "Maràssa e Curiàtta", si pregia d'essere presente anche sugli scaffali della pregiata biblioteca dell' Accademia della Crusca di Firenze.

Il dialetto di Groppallo, umile lingua della montagna piacentina, ha così conquistato un piccolo spazio nell'olimpo della Lingua Italiana, la più prestigiosa istituzione linguistica che abbiamo probabilmente al mondo.



giovedì 21 luglio 2016

Vi ricordiamo che il volume Maràssa e Curiàtta è sempre disponibile presso la parrocchia di Groppallo.
La distribuzione in loco sosterrà la manutenzione della chiesa, che necessita di importanti opere.
Acquistando il dizionario, non investirete solo in cultura ma anche in solidarietà!



sabato 16 luglio 2016

Ra strà ad Grupàl mõnta a la céṡa

Ra strà ad Grupàl mõnta a la céṡa!
La strada di Groppallo sale alla chiesa ed è l'unica strada carrozzabile che sale a Groppallo da Barsi.
Attenzione all'articolo determinativo! 
Il sostantivo "strà", "strada", appoggia sempre l'articolo "Ra" nel dialetto groppallino.