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domenica 19 novembre 2017

Con Maràssa e Curiàtta sosteniamo la chiesa di Groppallo


Vi ricordiamo che il volume "Maràssa e Curiàtta" è sempre disponibile presso la parrocchia di Groppallo assieme al libro "Gli oratori di Groppallo" e il film in DVD "Õn tòc ad lègn sùta u bràs".

La distribuzione in loco sosterrà la manutenzione della chiesa, che necessita di importanti opere.

Acquistando i volumi in loco, non investirete solo in cultura ma anche in solidarietà!


 I volumi sono disponibili presso questi punti:

Piacenza
Libreria Romagnosi, via Romagnosi 31, tel 0523 338474.
email: libri@libreriaromagnosi.com
web: http://www.libreriaromagnosi.it
Effettua spedizioni in tutto il mondo

Libreria Postumia, via E. Pavese, 105, tel 0523 489984.
email: postumia@libreriaromagnosi.com
web: http://www.libreriaromagnosi.it
Effettua spedizioni in tutto il mondo




Groppallo
Chiesa Parrocchiale, Beata Vergine Assunta, presso la sagrestia.
Bar Pizzeria Bonjour, Viale Europa, 33, tel 0523 916118.
Alimentari Provini, Viale Europa, 110, tel 0523 916335.

Ferriere
Edicola Tabaccheria Calamari, Largo Risorgimento, 0523 922385.

Farini
Alimentari Roffi, Via Roma, 36, 0523 910180.

Bettola
Edicola Tabaccheria Malvicini, P.zza Colombo, 36, 0523 917800.

domenica 15 ottobre 2017

La grammatica del dialetto di Groppallo in Maràssa e Curiàtta

Con Maràssa e Curiàtta imparerete a coniugare perfettamente i verbi in dialetto groppallino.

Oltre alle tantissime coniugazioni, troverete migliaia di esempi di frasi di senso compiuto.



venerdì 19 maggio 2017

E' uscito il primo lungometraggio in dialetto groppallno

Õn tòc ad lègn sùta u bràs

(Un pezzo di legno sotto al braccio)





La storia della montagna piacentina raccontata attraverso il dialetto dell’alta val Nure (Comprensorio di Groppallo, comune di Farini, Piacenza). 

Con il prezioso contributo della Banca di Piacenza, sempre sensibile nei confronti di queste tematiche, e della società piacentina Spazio Tempo, leader nella distribuzione di servizi internet, l’editore LIR (Libreria Internazionale Romagnosi di Piacenza) ha portato a pubblicazione un considerevole lavoro cinematografico firmato da Claudio Gallini, lo studioso piacentino con le radici in alta val Nure, più precisamente nel comprensorio groppallino.

Con lo scopo di implementare un progetto di salvaguardia del dialetto parlato nella nostra alta val Nure, il regista e autore già del primo dizionario del dialetto dell’alta val Nure intitolato, “Maràssa e Curiàtta” in prima edizione nel 2015 e in seconda pubblicazione nel 2016, ha voluto condividere in un docufilm della durata di novanta minuti, alcuni tratti delle video interviste eseguite sul campo proprio per la stesura del dizionario.

Un dizionario che ha ottenuto in poco tempo brillanti riscontri anche al di fuori di Piacenza, aggiudicandosi con orgoglio dell’autore, addirittura un posto sugli scaffali della Biblioteca dell’Accademia della Crusca di Firenze che ha richiesto all’editore una copia del tomo.

Ora, con dedizione e serietà, Gallini ha voluto raccogliere e montare, in un lungometraggio la vita dei tempi passati in montagna seguendo un preciso filo logico, fissando per sempre, attraverso l’uso del dialetto, storie di vita d’altri tempi, sfiorando tante tematiche quali: la giovinezza, il rapporto con la Chiesa, il lavoro nei campi, la scuola, etc.



Questo progetto, intitolato, “Õn tòc ad lègn sùta u bràs”, ovvero “Un pezzo di legno sotto al braccio” in ricordo del pezzo di legno che i bambini d’un tempo dovevano portare a scuola in inverno per scaldare le fredde aule pluriclasse delle nostre montagne, ha quindi la pretesa di sostenere una forte poliedricità sia culturale, sia folkloristica oltre che etnografica.

Come già indicato, il video è interamente parlato in dialetto dell’alta val Nure, con sottotitoli e didascalie che aiutano la comprensione dei dialoghi, soprattutto a chi non ha mai ascoltato questo patuà così differente dal dialetto di Piacenza, seppur parlato soltanto a cinquanta chilometri da Piazza de’ Cavalli.

I protagonisti scelti per questo film-documentario sono chiaramente gli anziani del circondario groppallino, gli unici soggetti ancora in grado di utilizzare la purezza di questa lingua senza “sporcizie” o evoluzioni moderne sia nelle terminologie, sia nelle espressioni.

La vera missione di questo lavoro è pertanto fissare per sempre le esperienze di vita di queste figure nella montagna piacentina dagli esordi del secolo scorso fino ai primi anni della seconda metà del Novecento.

Come sosteneva la compianta prof.ssa Artocchini, una volta che questi anziani non saranno più tra noi, sarà come perdere intere biblioteche.




Descrizione della pubblicazione 

La pubblicazione consiste di un libretto di 24 pagine in formato A5 che introduce e completa il DVD della durata di 90’. 

Clicca qui per acquistare

La distribuzione sarà per cura della Libreria Internazionale Romagnosi di Piacenza, la Libreria Postumia di Piacenza, la Parrocchia di Groppallo, e altri esercizi commerciali dall’alta val Nure.






domenica 2 aprile 2017

Blasone Groppallino

Un antico blasone tutto groppallino

Glòria Pàdar chi di Limbéi, ragiunèn chi di Ciapéi, fraganéra chi di Stõmbar, ras’cèn chi da Pẽnra, rangagnèn chi da Puvrélla, fan salüt chi da Ra Costa, dàg ad l’òm chi di Pardòn.

per la traduzione cliccate qui

martedì 14 marzo 2017

Maràssa e Curiàtta sul quotidiano di Brescia Brescia Oggi

Con sommo onore condividiamo con Voi un pezzo dello scrittore italo-francese Mario Morisi, apparso oggi martedì 14 marzo, sul quotidiano "Brescia Oggi", nella sua rubrica: "LA MINA VAGANTE".

All'interno del suo interessante articolo intitolato: "I rischi della nuova lingua online: l’«anglo-globale»", che vi invitiamo a leggere religiosamente per le profonde riflessioni suscitate, viene citato anche il primo dizionario del dialetto di Groppallo, "Maràssa & Curiàtta".

Ancora grazie a Mario Morisi (ad Muröra da Grupasö).

Qui il link per visualizzare il PDF:

http://p7.storage.canalblog.com/74/73/1488961/115091788.pdf



giovedì 2 marzo 2017

Facciamo un po' di chiarezza...


Facciamo un po' di chiarezza!

Premesso che non si vuole avere la pretesa di imporre delle regole e tediare così i nostri lettori con cose all'apparenza complicate, ma è doveroso invece chiarire alcuni aspetti importanti sulla scrittura del nostro dialetto.

La prima parte di “Maràssa e Curiàtta”, è proprio dedicata a questo, permettendo al lettore di scrivere e leggere correttamente il vernacolo attraverso uno studio serio e approfondito basato su indagini e ricerche effettuate da chi prima di noi s’è occupato di dialetti, soprattutto della montagna appenninica occidentale.

Oggi vogliamo chiarire che in quasi tutta la montagna piacentina, l’articolo determinativo singolare maschile è trascrivibile con “U” e mai e poi mai con “Ü”.

Se vogliamo scrivere “Il cane”, dovremo scrivere “U càn”, ma non “Ü càn”…una cacofonia davvero inascoltabile!

La “Ü” si pronuncia all'incirca mettendo la bocca come se fosse una “o” ma pronunciando la lettera "u" come in “vüst” (participio passato di vedere, “vèid”).



martedì 28 febbraio 2017

La recensione di Maràssa e Curàtta a cura del dott. Michele Armanini

Con grande onore vogliamo condividere le bellissime parole spese dal dott. Michele Armanini, storico e ricercatore di tradizioni, usi e costumi, dopo la lettura di Maràssa e Curiàtta.


È per me un vero piacere scrivere queste righe sul lavoro di Claudio Gallini. "Maràssa e Curiàtta" rappresenta infatti qualcosa di più di un libro o di una ricerca dialettale.
Innanzi tutto è evidente in ogni pagina, in ogni riga, l'attaccamento e l'affetto verso il proprio territorio da parte di un giovane ricercatore che è riuscito ad unire l'amore per il paese dal quale proviene la sua famiglia e la serietà e scientificità con la quale ha raccolto i lemmi che vanno a formare il vocabolario.
Il territorio in cui è stata effettuata la raccolta delle voci dialettali, l'area groppallina, rientra in quel comprensorio appenninico che dalle alte valli del Taro, del Ceno e del Nure (e dalla testata della Val d'Arda) si ricongiunge alle così dette Quattro Province, ossia alle alte valli dei fiumi Trebbia, Staffora, Curone ed agli interi bacini dell'Aveto e della Borbéra. Nonostante divisa tra più regioni (Emilia, Lombardia, Piemonte e Liguria), si tratta di una zona che ha profonde radici comuni e se volessimo dare un'etichetta a queste radici, non ci sarebbero dubbi nel definirle "liguri". Non solo perché prima della conquista romana gran parte di questo territorio era abitato dai Liguri Eleati, poi Veleiati, ma anche e soprattutto perché, oggi, la lingua, le tradizioni,gli, usi, i costumi e per molti aspetti la cucina tradizionale sono chiaramente connessi a quelli della montagna ligure.
Da anni conduco inchieste di tipo dialettologico ed etnologico anche in questi territori, ai quali sono molto affezionato, inchieste volte a documentare la lingua, gli usi ed i costumi della zona, che, anche se pochi lo sanno, molto hanno in comune con quelli del mio territorio, cioè quello delle Alpi Apuane, della Garfagnana, della Lunigiana e dello Spezzino.
"Maràssa e Curiàtta" è uno dei pochi lavori ad oggi esistenti sui dialetti della Montagna Piacentina, nonostante si tratti di parlate di transizione estremamente interessanti, sia dal punto di vista geolinguistico che da quello lessicale. Il lessico, specie quello rurale, e questo è ben evidente già nel titolo del lavoro di Claudio, fa "da ponte" tra la linguistica e l'etnografia; ci proietta, cioè, in quel mondo di oggetti, azioni, concetti che formano la cultura di una comunità e spesso la sua stessa identità. Infatti è proprio da questo genere di "dati" che solitamente gli abitanti di un determinato territorio o frazione avvertono le affinità o le diversità rispetto ai propri vicini. 
E il lessico groppallino immortalato (in tutti i sensi) in "Maràssa e Curiàtta" è una miniera di dati, ad esempio per determinare l'appartenenza di quel territorio all'area culturalmente ligure della Montagna Piacentina. Pensando ancora una volta al titolo, che riporta le denominazioni locali della roncola e della falce fienaia, ci accorgiamo che, se la prima è indicata col termine maràssa anche nelle zone culturalmente emiliane del Piacentino, la seconda è detta curiàtta e simili solo nelle zone in cui l'impronta ligure è decisamente prevalente:  già in altre zone più "padane" del comune di Farini (Mareto, San Savino, Pradovera) la denominazione cambia e diventa fèr da sgà e simili. E così per molte altri vocaboli, per i quali il nostro Autore si è adoperato a riferire l'area di diffusione.
Nel mondo "ligure" il dialetto groppallino ha certamente una posizione di frontiera. L'aspetto più evidente è la caduta delle vocali atone finali diverse da a nei casi in cui esse cadono anche nei dialetti padani, mentre è noto che quelli liguri le mantengono (a parte alcuni casi come nelle desinenze -ano, -ino, -one, -ane ecc.). Ci sono zone molto vicine a Groppallo in cui le vocali finali sono conservate, ad esempio a Centenaro, Monetereggio, in pare del comune di Morfasso e naturalmente nel Bardigiano ed in Val Trebbia a partire dalla zona di Lago e in parte Marsaglia di Corte Brugnatella. Ma grazie a Claudio Gallini ed al suo lavoro sappiamo che il groppallino più arcaico, quello che verosimilmente conserva le caratteristiche del dialetto che veniva parlato fin verso la fine dell'Ottocento, aveva alcune parole che in italiano finiscono con la o e che invece nella bocca di alcuni anziani finivano con la e. Questo è molto interessante perché anche in altre zone di confine tra la Liguria e la Padania linguistiche (ad esempio in molte parti delle mie Lunigiana e Garfagnana, dove l'influsso padano e in parte toscano sembrerebbero essersi innestati su di un fondo che l'amico Pier Giorgio Cavallini definisce ligure arcaico) le vocali finali invece di scomparire del tutto si sono trasformate in una vocale indistinta (detta anche schwa), sorta di via di mezzo tra una e ed ed una o, che in alcuni dialetti si è poi trasformata in una semplice e. 
Dal punto di vista etnografico sono molto interessanti anche le fotografie presenti in "Maràssa e Curiàtta", nelle quali si possono notare alcune caratteristiche peculiari di Groppallo: ad esempio la "gabbia da foraggio", quella cesta cilindrica  a maglie rade usata per trasportare lo strame che serviva da lettiera alle bestie o il fieno, nel Groppallino è una sorta di via di mezzo tra quella con diametro della base molto maggiore dell'altezza, tipica dell'area collinare e pianeggiante del Piacentino (e del resto dell'Emilia), e quella di forma più "a tamburo", cioè con diametro della base minore dell'altezza, tipica della zona delle Quattro Province e delle alte valli Taro e Ceno.
Insomma, "Maràssa e Curiàtta" è un volume indispensabile sia per gli abitanti di Groppallo, sia per i molti suoi figli sparsi per l'Italia e per il mondo che anche grazie a lavori come quello di Claudio Gallini possono mantenere vivi i contatti con la propria terra. Ma il lavoro è prezioso anche per gli studiosi dei dialetti e della cultura della Montagna Appenninica e del nostro Paese in generale, fatto di tante, tantissime Groppallo, grazie a Dio tutte diverse tra loro, con una propria identità linguistica, agricola, paesaggistica, gastronomica, architettonica eccetera. È proprio questa estrema varietà uno degli aspetti che il mondo ci invidia e che fa sì che l'Italia sia meta così ambita dai turisti di tutto il globo.

dott. Michele Armanini


Il dott. Michele Armanini

mercoledì 15 febbraio 2017

Nuovamente disponibili due volumi su Groppallo

Con grande piacere informiamo i nostri lettori che la casa editrice LIR di Piacenza ha reso nuovamente disponibili i volumi:

- Maràssa e Curiàtta, il primo dizionario del dialetto di Groppallo, alta val Nure.

- Gli oratori di Groppallo.

Per qualsiasi informazione potete contattarci su questa pagina (CLICCA QUI) o contattare direttamente la Libreria Romagnosi di Piacenza con:

-E-mail: libri@libreriaromagnosi.com


-Telefono: 0523-338474




sabato 28 gennaio 2017

Indovinello piacentino

Buon sabato amici!
Oggi vi proponiamo un simpatico indovinello dei tanti che facevano i nostri nonni ai propri nipoti durante le veglie serali nelle stalle...vediamo chi trova la soluzione...scriveteci o leggete sulla nostra pagina i commenti dei nostri fan.





mercoledì 25 gennaio 2017

U fùran ad Sẽntpégar

U fùran ad Sẽntpégar

Un tipico e storico forno a legna posizionato a Centopecore di Groppallo



Maràssa e Curiàtta va in ristampa 2017

Maràssa e Curiàtta va in ristampa!

Cari amici del dialetto groppallino e dell'alta val Nure, dopo le numerosissime richieste giunte sia sulla pagina, sia attraverso email per avere la copia del dizionario, la casa editrice LIR ha deciso di procedere ad una ristampa di Maràssa e Curiàtta!!!

Questa è la quarta ristampa da ottobre 2015, un vero successo per il nostro dialetto!


domenica 22 gennaio 2017

U fisc'lèn

Dallo spunto dato da una nostra "follower" della pagina "Maràssa e Curiàtta", vi mostriamo una serie di attrezzi usati per... cosa vi ricorda la parola"fisc'lèn"?

Qui ne vediamo tre, tre misure diverse.

La domanda ha suscitato una bella discussione sulla nostra pagina FACEBOOK, cliccate per leggere i commenti dei nostri amici del dialetto dell'alta val Nure


sabato 14 gennaio 2017

Quãnd e nüvar e fàn ar pàn, sa’n piöva mìa incö, piuvrà admàn!

Ecco un altro bel proverbio in dialetto groppallino, diteci se lo conoscevate, se lo ricordavate e ve lo abbiamo fatto venire in mente... se le nuvole diventano delle belle pagnottelle, è in arrivo la pioggia!

Quãnd e nüvar e fàn ar pàn, sa’n piöva mìa incö, piuvrà admàn!

Un grazie particolare a Gina Chinosi per la segnalazione.


venerdì 6 gennaio 2017

Bona Pasquëtta!

Bona Pasquëtta!

Così avrebbero chiamato l'Epifania i groppallini di tanti anni fa.

Scopriamo questo arcaismo da "Maràssa e Curiàtta".

Nel calendario liturgico cattolico si festeggia l’Epifania il 6 gennaio in memoria della prima manifestazione di Gesù all'umanità, con la visita ufficiale dei Magi. In alta val Nure un tempo era chiamata Pasquëtta, nel senso di “preannuncio della Pasqua” con riferimento alla massima festa del nuovo ciclo annuale, di cui l’Epifania è la prima annunciazione riconoscibile del Figlio di Dio.

Oggi è semplicemente, Befàna.

Nell'immagine troviamo un quadro del sec. XV dell'artista, Lorenzo Monaco dal titolo: L'adorazione dei Magi.



giovedì 29 dicembre 2016

Il dialetto di Groppallo sul numero 13 de "L'urtiga"

Il dialetto dell'Alta val Nure, e di Groppallo, è presente con un articolo sull'ultimo numero del quaderno di cultura piacentina "L'urtiga".

Non perdetelo in libreria!

Tutte le info qui http://www.libreriaromagnosi.it/