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domenica 19 dicembre 2021

Biography of the author Claudio Gallini

The author Claudio Gallini was born in Piacenza in 1976, he's an industrial expert and researcher of his roots deeply rooted in the districts of Groppallo and Centenaro, in the upper Nure valley, in the province of Piacenza.



This is the land of origin of his parents and where he has spent, since birth, carefree moments and at the same time it is the place where he recognizes that there is the real basis of his identity.

He dedicated his first literary work to the village of Coletta of Groppallo, his mother's birthplace, with the reconstruction of the history and traditions transmitted by local families (Antico Borgo Coletta, Ediprima, Piacenza, 2009).


The aim of his studies is aimed at giving a stimulus through the cultural revaluation of the mountain territory, digging deep into its history, in particular giving light to unknown sites as was the case, for example, with the now disappeared castle of Boli in district of Groppallo, (Il castello di Boli, Tip.Le.Co., Piacenza, 2010).


The writing of a research on the eighteen oratories located in the Groppallo area allowed the author to demonstrate a notable growth, attested above all by the appreciation received after the publication of the work (Gli oratori di Groppallo, LIR, Piacenza, 2013).


His commitment to the valorisation of these places does not stop only on paper and books but is a constant collaboration with local associations and with the parish of Groppallo, which is remembered for the drafting of the digital video biography that Gallini wanted to dedicate to his friend and parish priest of Groppallo, Don Gianrico Fornasari, who passed away prematurely in January 2014, (Ciao Gianrico, LIR, Piacenza, 2014).



In 2015 in the first edition and in 2016 in the second publication again for the publisher LIR, the author published his first major work dedicated to the Groppallino's dialect, through the collection in a dictionary of over eight thousand dialectal headwords of the vernacular spoken in the upper Nure valley, enjoying considerable success and obtaining numerous recognitions and appreciations both from the linguistic world (the dictionary is present on the shelves of the prestigious Library of the Accademia della Crusca in Florence), and from the local cultural world, (Maràssa and Curiàtta, the first dialect dictionary groppallino, LIR, Piacenza, 2015).


The important linguistic study mentioned above was later supported by a feature film entitled “Õn tòc ad légn sùta u bràs”, confirming, through targeted interviews, the full uniformity of the morphological characteristics of the “patuà” spoken in the groppallino, (Õn tòc ad légn sùta u bràs, Piacenza, LIR, Piacenza, 2017).


In 2018, coinciding with the 150th anniversary of the Municipality of Farini, Gallini was instead commissioned by his community to write the history of this territory which was the birthplace of all his loved ones, (Farini Storia, territorio e personalità, LIR, Piacenza, 2018).


In April 2021 Claudio Gallini published the solemn hymn to his Groppallo, demonstrating the strong centuries-old bond that this territory has with the Faith: “Groppallo e la sua chiesa, una storia unica”, which also boasts the merit of the significant preface by H.E. mgr. Gianni Ambrosio, bishop emeritus of the Diocese of Piacenza.



martedì 28 febbraio 2017

La recensione di Maràssa e Curàtta a cura del dott. Michele Armanini

Con grande onore vogliamo condividere le bellissime parole spese dal dott. Michele Armanini, storico e ricercatore di tradizioni, usi e costumi, dopo la lettura di Maràssa e Curiàtta.


È per me un vero piacere scrivere queste righe sul lavoro di Claudio Gallini. "Maràssa e Curiàtta" rappresenta infatti qualcosa di più di un libro o di una ricerca dialettale.
Innanzi tutto è evidente in ogni pagina, in ogni riga, l'attaccamento e l'affetto verso il proprio territorio da parte di un giovane ricercatore che è riuscito ad unire l'amore per il paese dal quale proviene la sua famiglia e la serietà e scientificità con la quale ha raccolto i lemmi che vanno a formare il vocabolario.
Il territorio in cui è stata effettuata la raccolta delle voci dialettali, l'area groppallina, rientra in quel comprensorio appenninico che dalle alte valli del Taro, del Ceno e del Nure (e dalla testata della Val d'Arda) si ricongiunge alle così dette Quattro Province, ossia alle alte valli dei fiumi Trebbia, Staffora, Curone ed agli interi bacini dell'Aveto e della Borbéra. Nonostante divisa tra più regioni (Emilia, Lombardia, Piemonte e Liguria), si tratta di una zona che ha profonde radici comuni e se volessimo dare un'etichetta a queste radici, non ci sarebbero dubbi nel definirle "liguri". Non solo perché prima della conquista romana gran parte di questo territorio era abitato dai Liguri Eleati, poi Veleiati, ma anche e soprattutto perché, oggi, la lingua, le tradizioni,gli, usi, i costumi e per molti aspetti la cucina tradizionale sono chiaramente connessi a quelli della montagna ligure.
Da anni conduco inchieste di tipo dialettologico ed etnologico anche in questi territori, ai quali sono molto affezionato, inchieste volte a documentare la lingua, gli usi ed i costumi della zona, che, anche se pochi lo sanno, molto hanno in comune con quelli del mio territorio, cioè quello delle Alpi Apuane, della Garfagnana, della Lunigiana e dello Spezzino.
"Maràssa e Curiàtta" è uno dei pochi lavori ad oggi esistenti sui dialetti della Montagna Piacentina, nonostante si tratti di parlate di transizione estremamente interessanti, sia dal punto di vista geolinguistico che da quello lessicale. Il lessico, specie quello rurale, e questo è ben evidente già nel titolo del lavoro di Claudio, fa "da ponte" tra la linguistica e l'etnografia; ci proietta, cioè, in quel mondo di oggetti, azioni, concetti che formano la cultura di una comunità e spesso la sua stessa identità. Infatti è proprio da questo genere di "dati" che solitamente gli abitanti di un determinato territorio o frazione avvertono le affinità o le diversità rispetto ai propri vicini. 
E il lessico groppallino immortalato (in tutti i sensi) in "Maràssa e Curiàtta" è una miniera di dati, ad esempio per determinare l'appartenenza di quel territorio all'area culturalmente ligure della Montagna Piacentina. Pensando ancora una volta al titolo, che riporta le denominazioni locali della roncola e della falce fienaia, ci accorgiamo che, se la prima è indicata col termine maràssa anche nelle zone culturalmente emiliane del Piacentino, la seconda è detta curiàtta e simili solo nelle zone in cui l'impronta ligure è decisamente prevalente:  già in altre zone più "padane" del comune di Farini (Mareto, San Savino, Pradovera) la denominazione cambia e diventa fèr da sgà e simili. E così per molte altri vocaboli, per i quali il nostro Autore si è adoperato a riferire l'area di diffusione.
Nel mondo "ligure" il dialetto groppallino ha certamente una posizione di frontiera. L'aspetto più evidente è la caduta delle vocali atone finali diverse da a nei casi in cui esse cadono anche nei dialetti padani, mentre è noto che quelli liguri le mantengono (a parte alcuni casi come nelle desinenze -ano, -ino, -one, -ane ecc.). Ci sono zone molto vicine a Groppallo in cui le vocali finali sono conservate, ad esempio a Centenaro, Monetereggio, in pare del comune di Morfasso e naturalmente nel Bardigiano ed in Val Trebbia a partire dalla zona di Lago e in parte Marsaglia di Corte Brugnatella. Ma grazie a Claudio Gallini ed al suo lavoro sappiamo che il groppallino più arcaico, quello che verosimilmente conserva le caratteristiche del dialetto che veniva parlato fin verso la fine dell'Ottocento, aveva alcune parole che in italiano finiscono con la o e che invece nella bocca di alcuni anziani finivano con la e. Questo è molto interessante perché anche in altre zone di confine tra la Liguria e la Padania linguistiche (ad esempio in molte parti delle mie Lunigiana e Garfagnana, dove l'influsso padano e in parte toscano sembrerebbero essersi innestati su di un fondo che l'amico Pier Giorgio Cavallini definisce ligure arcaico) le vocali finali invece di scomparire del tutto si sono trasformate in una vocale indistinta (detta anche schwa), sorta di via di mezzo tra una e ed ed una o, che in alcuni dialetti si è poi trasformata in una semplice e. 
Dal punto di vista etnografico sono molto interessanti anche le fotografie presenti in "Maràssa e Curiàtta", nelle quali si possono notare alcune caratteristiche peculiari di Groppallo: ad esempio la "gabbia da foraggio", quella cesta cilindrica  a maglie rade usata per trasportare lo strame che serviva da lettiera alle bestie o il fieno, nel Groppallino è una sorta di via di mezzo tra quella con diametro della base molto maggiore dell'altezza, tipica dell'area collinare e pianeggiante del Piacentino (e del resto dell'Emilia), e quella di forma più "a tamburo", cioè con diametro della base minore dell'altezza, tipica della zona delle Quattro Province e delle alte valli Taro e Ceno.
Insomma, "Maràssa e Curiàtta" è un volume indispensabile sia per gli abitanti di Groppallo, sia per i molti suoi figli sparsi per l'Italia e per il mondo che anche grazie a lavori come quello di Claudio Gallini possono mantenere vivi i contatti con la propria terra. Ma il lavoro è prezioso anche per gli studiosi dei dialetti e della cultura della Montagna Appenninica e del nostro Paese in generale, fatto di tante, tantissime Groppallo, grazie a Dio tutte diverse tra loro, con una propria identità linguistica, agricola, paesaggistica, gastronomica, architettonica eccetera. È proprio questa estrema varietà uno degli aspetti che il mondo ci invidia e che fa sì che l'Italia sia meta così ambita dai turisti di tutto il globo.

dott. Michele Armanini


Il dott. Michele Armanini

mercoledì 15 febbraio 2017

Nuovamente disponibili due volumi su Groppallo

Con grande piacere informiamo i nostri lettori che la casa editrice LIR di Piacenza ha reso nuovamente disponibili i volumi:

- Maràssa e Curiàtta, il primo dizionario del dialetto di Groppallo, alta val Nure.

- Gli oratori di Groppallo.

Per qualsiasi informazione potete contattarci su questa pagina (CLICCA QUI) o contattare direttamente la Libreria Romagnosi di Piacenza con:

-E-mail: libri@libreriaromagnosi.com


-Telefono: 0523-338474




sabato 28 gennaio 2017

Indovinello piacentino

Buon sabato amici!
Oggi vi proponiamo un simpatico indovinello dei tanti che facevano i nostri nonni ai propri nipoti durante le veglie serali nelle stalle...vediamo chi trova la soluzione...scriveteci o leggete sulla nostra pagina i commenti dei nostri fan.





mercoledì 25 gennaio 2017

Maràssa e Curiàtta va in ristampa 2017

Maràssa e Curiàtta va in ristampa!

Cari amici del dialetto groppallino e dell'alta val Nure, dopo le numerosissime richieste giunte sia sulla pagina, sia attraverso email per avere la copia del dizionario, la casa editrice LIR ha deciso di procedere ad una ristampa di Maràssa e Curiàtta!!!

Questa è la quarta ristampa da ottobre 2015, un vero successo per il nostro dialetto!


domenica 22 gennaio 2017

U fisc'lèn

Dallo spunto dato da una nostra "follower" della pagina "Maràssa e Curiàtta", vi mostriamo una serie di attrezzi usati per... cosa vi ricorda la parola"fisc'lèn"?

Qui ne vediamo tre, tre misure diverse.

La domanda ha suscitato una bella discussione sulla nostra pagina FACEBOOK, cliccate per leggere i commenti dei nostri amici del dialetto dell'alta val Nure


sabato 14 gennaio 2017

Quãnd e nüvar e fàn ar pàn, sa’n piöva mìa incö, piuvrà admàn!

Ecco un altro bel proverbio in dialetto groppallino, diteci se lo conoscevate, se lo ricordavate e ve lo abbiamo fatto venire in mente... se le nuvole diventano delle belle pagnottelle, è in arrivo la pioggia!

Quãnd e nüvar e fàn ar pàn, sa’n piöva mìa incö, piuvrà admàn!

Un grazie particolare a Gina Chinosi per la segnalazione.


venerdì 6 gennaio 2017

Bona Pasquëtta!

Bona Pasquëtta!

Così avrebbero chiamato l'Epifania i groppallini di tanti anni fa.

Scopriamo questo arcaismo da "Maràssa e Curiàtta".

Nel calendario liturgico cattolico si festeggia l’Epifania il 6 gennaio in memoria della prima manifestazione di Gesù all'umanità, con la visita ufficiale dei Magi. In alta val Nure un tempo era chiamata Pasquëtta, nel senso di “preannuncio della Pasqua” con riferimento alla massima festa del nuovo ciclo annuale, di cui l’Epifania è la prima annunciazione riconoscibile del Figlio di Dio.

Oggi è semplicemente, Befàna.

Nell'immagine troviamo un quadro del sec. XV dell'artista, Lorenzo Monaco dal titolo: L'adorazione dei Magi.



mercoledì 30 novembre 2016

Accademia della Crusca e dialetto di Groppallo


Con grande onore informiamo i nostri cari lettori che il volume "Maràssa e Curiàtta", si pregia d'essere presente anche sugli scaffali della pregiata biblioteca dell' Accademia della Crusca di Firenze.

Il dialetto di Groppallo, umile lingua della montagna piacentina, ha così conquistato un piccolo spazio nell'olimpo della Lingua Italiana, la più prestigiosa istituzione linguistica che abbiamo probabilmente al mondo.



giovedì 21 luglio 2016

Vi ricordiamo che il volume Maràssa e Curiàtta è sempre disponibile presso la parrocchia di Groppallo.
La distribuzione in loco sosterrà la manutenzione della chiesa, che necessita di importanti opere.
Acquistando il dizionario, non investirete solo in cultura ma anche in solidarietà!



sabato 2 luglio 2016

Le processioni groppalline

Ricordando le processioni con don Gianrico.
Voi la chiamate, purtüsiõn o prucesiõn?
Tutta la storia su Maràssa e Curiàtta!!




domenica 12 giugno 2016

Attenti a quei... tre!

Come anticipato in un post precedente, anche l'aggettivo numerale cardinale "tre", nel nostro stupendo dialetto, ha una versione femminile (trèi) ed una maschile (trì), in base al genere del sostantivo, quindi facciamo attenzione a quando scriviamo e parliamo in groppallino.


sabato 11 giugno 2016

Pratogiardino di Groppallo

Se nomiamo chi d' Tugninèn, oppure chi d'Agnéṡa, chi d'Braghèn, chi d' Finõn, chi d'Gianõn, per citarne solo alcuni a caso, elenchiamo una minima parte delle antiche famiglie di Pratogiardino, Proṡardèn in dialetto groppallino!

Nel volume "Maràssa e Curiàtta", ritroviamo quasi 400 soprannomi di antiche famiglie degli oltre 70 villaggi del comprensorio di Groppallo.


giovedì 9 giugno 2016

A vìlla ad Bãnsö

A vìlla ad Bãnsö, ovvero Banzolo di Groppallo

...L’origine del toponimo si può ritrovare in un documento emiliano del 1462, banzollam de ligno
parvam... (Maràssa e Curiàtta p. 223)